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Ravenna racconta Francesco: Una mostra, che è un cammino

Sorella Anastasia
curatrice della mostra

Vieni, entriamo!
Ha forma di Tau, come vedi; lettera antica, appena sussurrata dalla voce stessa di Dio, nella Sacra Scrittura, alle pagine del profeta Ezechiele. Forma di croce, forma di strada.
Prova a toccare, con gli occhi e le mani e capirai che è una mostra tessuta, di pietra in
pietra, di colore in colore, di grazia in grazia, anche per te. Racconta e non fa rumore; solamente si ode, qui, il dolce sentire della memoria di Francesco, fratello di tutti.

Vieni, camminiamo!
Spazi di incontro, dove si allargano i confini, per la forza del respiro di queste opere d’arte, – umili, sì, eppure così vive, così coraggiose! – create dai laboratori di Pixel Mosaici, di Barbara Liverani, di Dimensione Mosaico, di Anna Fietta e di Koko Mosaico, grembi felici di maternità sempre nuove, qui, nella nostra città di Ravenna.

Vieni, ascoltiamo!
È Francesco che parla, anzi, lui canta! Canta l’amore che gli ha preso e gli ha cambiato la vita: lungo la forma del Tau, ecco, prende voce il Cantico delle creature, con frate sole e sorella luna, con fuoco e acqua, con sorella acqua, trasparente e bella e sorella aria e sorella morte, segreta e silente, grave eppur sicura dell’esito, che è vita per sempre. Con sorella terra, che è madre.

Vieni, torniamo!
Sole, luna, fuoco e acqua, aria e morte, tutto danza insieme, tutto ripete il nome di ognuno e ci raccoglie, lo senti?, per riportarti a tua madre. Sì, senza lei tu non puoi, non puoi, in verità, camminare e vivere appieno. È così che puoi gioire di incontro e dialogo, di sguardo e parola; Francesco e tu, la sua vita e la tua. Saprai, quando esci di qui, che puoi ancora e
sempre sperare, che è pronto, per te, il miracolo della trasformazione.

Vieni, restiamo qui, ancora!
Passiamo insieme, a vedere la vita di fratello Francesco, qui raccontata. Non più seta, ma saio; non più ricchezza, ma unione d’amore felice con Povertà, divenuta madonna, divenuta signora. Ecco, c’è Chiara! Lei, prima di noi, prima di tutti, ha intuito nel cuore che valeva la pena stare accanto a Francesco e con lui cercare il tesoro, cercare luce divina. Risplende ora, lo vedi?, il volto di Cristo, il suo sguardo, che tocca, che guarisce la lebbra, che bacia il dolore che hai dentro e dice, per te, parole nuove, che nessuno, prima, aveva mai detto.

Vieni, possiamo solo danzare di gioia!
Tutto prende colore di luce, risuonano di felicità le piccole pietre, i marmi, i vetri colorati a festa, i gioielli e le stoffe. Possiamo anche noi compiere il viaggio, tra le montagne, Assisi, La Verna e poi Greccio, ma ancor più lontano, l’Egitto e Gerusalemme. Sì, fino al centro del mondo possiamo lasciarci condurre e di qui contemplare il nostro pianeta, la nostra madre terra. Bella, seppur portante stimmate immense di grande dolore.

Vieni, non avere paura, tocchiamo, con carezza di figli!
Sediamoci qui, presso il Presepe; tra i suoi personaggi c’è posto per noi. Nessuno è escluso, nessuno è tenuto lontano. È sceso il Cielo a baciare la terra, si è fatto piccolo Dio, quanto il suo Figlio Gesù, quanto Francesco, quanto siamo piccoli noi, eppur così grandi, unici e amati.